Le magie di Hermann Hesse. Storie e miti - Seconda parte
Foto di Paola Casulli

Le magie di Hermann Hesse. Storie e miti - Seconda parte

diAlessio Zanichelli


Nel 1919 è con lo pseudonimo di Emil Sinclair che Hesse pubblica il Demian, romanzo in cui emerge proprio la funzione autoanalitica e il processo di simbolizzazione e individualizzazione per la crescita dello scrittore, mentre la funzione del nome fittizio è una citazione letteraria riferita all’amico di Hölderlin, Isac von Sinclair. D’altronde è lo stesso Hesse a rivelare quanto la maschera di questo pseudonimo in particolare possa richiamare una sorta di atto magico-formulare per viaggiare attraverso tutte le epoche, oltre che permettergli di esprimere opinioni e fantasie senza subire censure o polemiche connesse alla sua notorietà.

Alla fine della guerra si trasferisce in Ticino, dove, con l’aiuto finanziario di alcuni amici, dopo alcune iniziali difficoltà e vari spostamenti tra Lugano e Sorengo (ma anche nel locarnese dove soggiornò sul Lago Maggiore), si stabilizza in Montagnola presso la Casa Camuzzi. Qui inizia a dipingere. Il sito ospita oggi il bellissimo museo di Hermann Hesse, gestito da Regina Bucher, direttrice del museo e della Fondazione Hermann Hesse1.

Pubblica Siddharta, dando forma al sogno di unione tra Occidente e Oriente, seppur rimanendo fuori da ogni connotazione prettamente religiosa (schernisce il suo accostamento al buddismo, ricordando ironicamente che la sua forma mentis è pur sempre quella di un protestante).

Nel 1924 si risposa con la cantante Ruth Wenger. Partecipa ai vari congressi a Lugano e conosce anche T. S. Eliot. Diventa cittadino svizzero e continua a mantenere corrispondenze con molti amici in Germania, spesso con un ruolo di mediatore o mentore.

Nel 1926 escono Bildbuch e il Nürnberger Reise editi per Fischer in Berlino. Nello stesso anno pubblica il famoso romanzo “Il lupo nella steppa” (Steppenwolf): un compendio dello spirito di Hesse e allo stesso tempo un’analisi approfondita del significato romantico dell’esistenza che, usando potenti metafore e padronanza di intreccio, costituisce un grande capolavoro della letteratura tedesca. Nel 1927 dopo il secondo divorzio, scrive Narciso e Boccadoro, il quale verrà pubblicato tra il 1930 e il 1931. Hesse avrà una terza moglie, Ninon Dolbin e a Montagnola intesserà un ottimo rapporto artistico con la pittrice Anny Bodmer, da cui riceverà importanti stimoli per dipingere.

Nel 1932 è pubblicato “Il viaggio in Oriente” (Die Morgenlandfahrt) e dal 1933 Hesse diventa un punto di riferimento e un amico per molti intellettuali tedeschi in esilio politico: Thomas Mann, Bertolt Brecht, Kurt Wolf, Peter Weiss, Stefan Zweig e persino Walter Benjamin. Assieme a questi illustri interlocutori Hesse contribuisce a mantenere in vita il senso della cultura, della civiltà e della letteratura tedesca che il nazismo stava conducendo verso la più abietta barbarie.

Nel 1936 Hesse pubblica la raccolta di versi Stunden im Garten, per un editore viennese. Successivamente alle vicende dell’amico ebreo e editore Peter Suhrkamp le opere di Hesse iniziano a subire pesanti censure in Germania. Oltre al motivo razziale nei confronti dell’editore, le sue opere da tempo stavano veicolando idee contrarie al regime nazista, portando lo scrittore a essere segnalato come autore non più desiderato in Germania. Come si racconta nel romanzo “Il gioco delle perle di vetro” (Das Glasperlenspiel), il ruolo dello scrittore è venuto meno quando ha perduto la patria culturale a causa del totalitarismo, dello sbigottimento sostituito all’entusiasmo della folla e del progressivo orrore. In un tempo in cui le apparenti vittore sembravano poter decollare verso traguardi di prosperità e meraviglia, è subentrata una spessa coltre di nera miseria che ha investito la realtà esistenziale dell’intellettuale; tuttavia, nel romanzo, Hesse non rinuncia all’impulso creativo davanti a una miseria materiale e spirituale, ma trasfigura i conflitti in una nuova realtà, creata e moltiplicata con gli stessi frammenti della sua vita intellettuale e sociale.

Nel 1952 l’editore Suhrkamp di Francoforte pubblica la prima raccolta delle opere di Hermann Hesse in sei volumi, seguita a breve da altre due edizioni più ampie e aggiornate.


Hermann Hesse muore a Montagnola nel 1962. Nel corso della sua vita riceve numerosi riconoscimenti e premi letterari: nel 1905 il premio Bauernfeld; nel 1936 il premio Gottfried Keller; nel 1946 il premio Nobel per la letteratura quale riconoscimento dell’enorme contributo alla lingua e alla cultura tedesca (operazione non priva di goffe strategie politiche avviate dopo la Seconda guerra mondiale) alla cui celebrazione però Hesse non presenzierà.

Sono interessanti le epistole con l’amico Thomas Mann, spirito affine con cui Hesse condivide ragionamenti sulle manipolazioni ideologiche che gravavano sulla letteratura tedesca (del resto quando i nazisti tolsero la cittadinanza tedesca a Mann, egli reagì dichiarando che dove era lui era anche la Germania).

 



1 Alla morte di Hesse ci furono dei problemi per la revisione dei beni: i figli desideravano conservarli in Svizzera, la moglie riportarli in Germania. Il compromesso fu nella decisione della divisione dei beni tra i due paesi. Tuttavia, esiste ancora oggi una clausola: i beni possono conservarsi in Germania soltanto se non venga instaurato un regime totalitario, in quel caso tutti i beni di Hesse devono essere conservati in Svizzera. Nel 1997 apre ufficialmente il museo e l’archivio: era una situazione caotica e difficile da gestire. Regina Bucher e Heiner Hesse si sono impegnati per una ricerca di fondi; l’avvocato e giurista svedese Peter Nobel è stato un generoso benefattore e li ha aiutati. Nel 2000 è nata la fondazione con capitale. Attualmente, l’archivio di Montagnola ha stretti contatti con l’archivio in Germania, ma anche con Berna e San Gallo. Gli acquerelli e i manoscritti fanno direttamente capo alla famiglia Hesse, mentre per quanto riguarda la questione dei diritti per i testi scritti, essi saranno ancora di proprietà dell’editore Suhrkamp fino al 2032.


Commenti

Lascia il tuo commento

Codice di verifica


Invia

Sostienici