Tempesta madre di Gianni Solla
Foto di Paola Casulli

Tempesta madre di Gianni Solla

diGiovanni Perri


Ci sono storie che si attaccano alle ossa, a leggerle hanno la stessa fragilità di chiese rupestri, sono donne col tetto scoperto, bambini con una specie di preghiera nella bocca. Hanno piedi che cercano stazioni e mani nervose, di colpo girano il collo e guardano lo spazio vuoto che hanno di fronte e diventano pareti piene di scrittura. Allora ti avvicini e le guardi, sono persone e sono case, umori del sogno, figure della terra che rigenera sempre dopo ogni crollo, incontri senza nessuna luce se non la crepa, se non il segno intermittente del giorno che rinasce ma sempre ricucito, come se in quell'incastro di vite al confine ci fosse l'intera sopravvivenza del mondo. Allora tu leggendo impari a sopravvivere e ogni personaggio assume in te le sue cuciture, i gesti, le espressioni, le intenzioni, lo slancio di ogni sua immaginazione e tu vai avanti di centimetro in centimetro, di pagina in pagina con questi argini addosso e diventi il limite di ogni possibile vita, l'invenzione di una qualunque crepa nella parete di un volto da cui spii te stesso, e la preghiera si espande fino a comprenderti.

Con questo romanzo "Tempesta madre" (Einaudi 2021 pag. 206) Gianni Solla fa quello che dovrebbe fare ogni bravo e onesto scrittore: ci ha portato davanti a questa parete e ci ha chiesto di guardare dentro ogni piccolo strappo. Ci ha chiesto di volere bene a quel coagulo di nervi in via d'esplosione, a quei segni convulsi che vengono da un alfabeto lirico. E noi lo abbiamo fatto attraverso gli occhi di un bambino che ha una grafia interiore interminabile, i cui percorsi sono la geografia di un dolore e di un incanto per la vita lungamente taciuti, ma anche la forza degli elementi che lo superano, sterzando di continuo, assecondando gli sbandamenti che lo accompagnano facendolo prillare in bilico tra follia e saggezza, speranza e delusione, abnegazione e disincanto.

Romanzo di formazione e indagine psicologica, itinerario di conoscenza e dramma esistenziale, Tempesta madre è il racconto tutto livido e poetico della vita di una famiglia napoletana, di un figlio e di una madre soprattutto, alle prese coi propri fuochi e con le proprie tenebre.

Abbandonati dal padre, macellaio corpulento ma gentile, che ama i cani randagi e ha una sua tristezza da lampadina fioca, Jacopo e sua madre affrontano la vita con le forze che hanno. Dopo una breve parentesi a casa della nonna di Jacopo, occupano abusivamente una casa nel rione delle mosche che dovrà essere abbattuta e che diventerà il simbolo delle loro stesse vite disastrate. Jacopo è poco più che un bambino e la madre combatte per difendersi dai suoi stessi fantasmi, tra ricoveri in cliniche e fughe in cerca di una sua immagine di madre irreprensibile, di sposa irraggiungibile. L'unica certezza l'amore che li lega.

A carnevale mia mamma mi vestiva da Hitler. Ma come le saltava in mente. Le mamme degli altri bambini non ci invitavano e io e lei andavamo a festeggiare all’autogrill a Capodimonte con una finta copia del Mein Kampf appoggiata su un tavolino a forma di spicchio di pizza.

Tra ironia e straniamento, inibizione e spudoratezza, senso panico del desiderio e della bellezza, il libro percorre l'esistenza di Jacopo fin dalle scuole elementari e sale o scende, per continue analessi e affondi, nella sua interiorità lacerata, attraverso le rampe di una vita tutta pericolante, fino all’età adulta, che rammenda un presente e un passato fatto di incontri incompiuti, esperienze fallimentari nelle quali è contenuto tutto il suo amore per la vita.

Un libro scritto con le ossa di una madre, dunque, in cui l'Autore ha saputo manovrare, con una prosa lucida e lirica e con molto talento, il percorso di smarrimento e insieme di conoscenza verso le regioni labirintiche e complicate dell'amore.


Gianni Solla vive a Napoli. Ha pubblicato Il fiuto dello squalo (Marsilio 2012), Airbag (Ad est dell’equatore 2008), e le raccolte di racconti, Tropico di San Giovanni a Teduccio (Senza Patria 2011) e Seppellitemi con l’accappatoio (RGB 2006). Tra il 2005 e il 2010 ha partecipato a numerose antologie tra cui Watersex, Sex Blog, SexUniform (Mondadori), Trema la terra, E morirono felici e contenti (Neo Edizioni). Per Einaudi ha pubblicato Tempesta madre (2021).







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