Luana Minato "Siamo fatti di sogni"
Salvatore Ruggiu - Rondine

Luana Minato "Siamo fatti di sogni"

diMariangela Ruggiu

Siamo fatti di sogni è la seconda pubblicazione di Luana Minato, un libro che evoca nel titolo il mondo onirico, che spesso la letteratura propone come il luogo in cui si possono stabilire contatti con chi non è più, oppure si può vivere una vita che non esiste; Luana Minato invece, interrogandosi sulla propria identità, percorre in questo libro una strada insolita, avventurandosi nell'ignoto dei sogni. Il sogno è porta, varco che ci apre i territori dell'inconscio in cui si cela la parte più vera di noi; non trasfigura la vita quotidiana, piuttosto ne traccia un parallelismo tra ciò che è e i desideri; cerca, in un mondo che va oltre la logica, le risposte al mistero dell’esistere e quando non le trova si affida alle percezioni e al suo senso della bellezza.

Sa che nostre consapevolezze hanno piedi di fango, si poggiano sui condizionamenti che abbiamo assorbito dal contesto sociale, dall'educazione, dalla cultura del nostro tempo. Il nostro io non è altro che un luogo di ombre che aspettano rivelazione. Mentre il sogno è spazio libero, nessun desiderio ha limite, solo possibilità di volo libero oltre i limiti quotidiani.

"Sulla soglia dei sogni

Sulla soglia dei sogni

si aprono varchi

che affiorano

sulle tue ciglia

Si piegano 

dolcemente

posandosi

nelle tue mani 

E sulle pareti

giochi di luci 

rivelano ombre

che fuggono

nella penombra

sul filo cucito 

della tua bocca"


Il sogno ci apre un varco verso luoghi segreti di noi, dove impariamo la consapevolezza del nostro essere e della nostra solitudine. così l'amore ha la luminosità dei sogni e il buio del sonno, la contiguità inebriante dei corpi e la distanza infinita dei silenzi. La più bella descrizione dell'amore Luana Minato ce la offre con la poesia Vengo da te:

"Vengo da te

in uno slancio d'amore

con braccia che si srotolano

per stringerti in una morsa avvolgente

che ramifica in infiorescenze

intrecciandosi in un groviglio

di mani e fiori braccia e rami


E ti stringo più forte che mai

sostenendomi a te

unica mia certezza

mentre il mondo precipita 

sotto la scure affilata di mani

che distruggono sogni"


Poi, dopo aver rivelato il suo desiderio innocente, quasi in un moto di pudore, ecco che il racconto poetico passa dall'io ai luoghi, ma è solo un istante, perché subito torna il parlare dell'anima che si identifica con la voce del mare che sveglia i ricordi e le mancanze.

Dove la realtà non può restituirci quello che è stato, e forte diventa la nostalgia, il sogno sembra farci rivivere ciò che non è più: le mani amate, gli sguardi, le presenze.

Se il sonno è il luogo in cui svaniscono le barriere che ci impediscono di muoverci nello spazio e nel tempo, e possiamo così restituire vita ai ricordi, la realtà invece ci cade addosso col suo carico di incertezze, di dubbi, di paure che ci pongono di fronte al mistero infinito. E così ci avvolge il buio delle cose, ci piega il senso del male, la precarietà dell'esistere che svanisce di fronte al nulla.

Solo la bellezza che incontra lo sguardo sembra suggerire la luce di una rinascita. La poeta cerca la parola che segni l'inizio eterno, il guizzo che, come un lampo, fa chiaro il pensiero oscuro, un guizzo che a pochi è dato di comprendere.

"Il pensiero oscuro

E' nel silenzio

che si fa chiaro 

il pensiero oscuro

nel muto accordo 

di parole trattenute

che la voce quieta

modula

in brevi gorgheggi

nel punto più netto

riverbera un guizzo

di rara preziosità

che solo - a pochi -

è dato comprendere"


Dopo aver descritto come mondi disgiunti il sogno e il reale, ecco la sintesi che l'autrice fa tramite la poesia. Se non possiamo ignorare la realtà con tutti i suoi limiti, il sogno ci insegna a non farli diventare gabbia, se non possiamo cambiare la realtà, la poesia ci insegna ad andare oltre: 

" Rapsodia

Non c'è una verità

che tu possa comprendere

un senso che spieghi l'odio

di chi vomita la sua rabbia

di chi punta un'arma le sue mani

una pietra o un'offesa qualunque 

di chi sa il dolore

di chi ama e sa perdonare

di chi offre sé stesso

nel continuo svolgersi avverarsi intrecciarsi

di vita e morte di amore ed odio di luce e tenebre

sotto lo stesso cielo

in un eterno congiungersi e disgiungersi e trovarsi

perdersi dell'individuo

uno e molteplice

del dentro e fuori del brutto e bello

di vite vissute sognate desiderate infrante distrutte 

di passato presente futuro

inizio e fine

qui in questo istante per un certo tempo

ancora ora forse per sempre

o fino a domani"

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