Cifrario dell'invisibile di Giovanni Perri
Paola Casulli - New York

Cifrario dell'invisibile di Giovanni Perri

diSebastiano A. Patanè Ferro

Come suggerito dallo stesso autore nella nota “Attra-versamenti”, mi pongo a cercare quei luoghi magici, non dentro, bensì attorno alla poesia. Dico attorno perché non voglio indagare sui significati intrinseci o sugli stati emotivi del poeta. Dico attorno perché mi piace dedurre, ma anche addurre, la provenienza della parola “poetica” e l’interferenza che questa apporta nel quotidiano di una persona.  Cerco, quindi, quelle piccole bacchette fatate che mi accompagneranno indicandomi suoni e percorsi da seguire e, magicamente, le trovo attraverso poche parole chiave: significante, sentire oltre, visione ubiqua.

Già fin dal primo testo poetico, Giovanni Perri, mostra uno spazio senza misura, dove viaggia quella parte di sé che si allarga e completa nella visione e nell’oggetto multiplo del ricordo presente, sul flusso di un tempo, quasi un mietitore, sempre più rapido e impietoso. 

Una geografia fusa alla mappa del pensiero errante che parte dal peso, in gran parte materico, per arrivare alla leggerezza della lontananza che diviene sempre più astratta e, togliendo consistenza al gesto, sempre meno interagisce con i dintorni del poeta, non perché perde valore, ma perché allontana la realtà con la dimenticanza anche se temporanea.


Poi, “fermare il mappamondo con un dito”, ridimen-sionare lo spazio troppo dilatato, bloccare il flusso temporale e cercare altre scelte esaustive. Sarà, chissà, un tentativo di modificare, forse stereotipi o forse l’idea che parlandone qualcosa possa cambiare?  


I “fiumi in piena”, così rappresentativi di movimenti anche catastrofici, di trasformazioni radicali, mi fanno pensare al desiderio di abitare spazi e paesaggi spinti fino al micro, per volontà di conoscenza, di trovare risorse per quei pianti non addomesticati e di possedere quella luce, ben nascosta, di cui però, si conosce l’esistenza, rivelata da una voce e da una “saldatura”.

Ricorrere al capovolgimento delle circostanze, proba-bilmente rimane una soluzione: la rottura di ogni sinonimo di ostacolo e convincimento che il contrario può portare al senso opportuno delle cose (reato indizio di salvezza), con l’affidarsi in toto alle proprie esperienze (sentinelle).


La posizione dei sentimenti, mi fa pensare a una prove-nienza non molto distante da un dentro in rivolta, da un interiore non corroborato dalla pace tipica, quando c’è, dell’uomo comune. Ogni posizione ha un suo momento e non può essere spostato nemmeno di un millimetro. L’idillio, il dolore, la perplessità, la certezza, la pena soffrirebbe l’alterazione dell’attimo di giusta luce; la parola stessa potrebbe perdere parte della valenza propria del soggetto se il suo significante non fosse sotto quel preciso taglio e Perri, ci riesce benissimo, creando la nicchia perfetta per la giusta parola. Tutto questo gli permette di sforare verso un oltre già parecchio distante dal linguaggio quotidiano attraverso l’abbattimento dell’ovvio e la creazione di una sintesi non del tutto franta ma propria e, sicuramente, ben composta.


Il poeta, Giovanni Perri, ha per occhi una finestra magica che moltiplica l’orizzonte, che si affaccia in ogni luogo e lo spinge a dare alla sua voce l’esponenziale che serve e allo sguardo l’ubiquità necessaria per distinguere certi confini e non cadere nell’inganno di miraggi o di rese che lo lascerebbero senza poesia o, per lo meno, gli oscure-rebbero le direzioni della provenienza.


e il cane mi guarda, con quell'andare proprio dei cani di campagna solo, dentro la notte sola, l'uomo che cerca l'amico per dividersi: un piano di rifugio il mio nel suo dovunque stare di casa, aspettarsi niente per niente abbaiare.” 


Con questi versi, quasi alla fine del libro, m’inebrio leggendo di un cane in una determinata condizione e posizione, un locus che diventa un sentire oltre la cortina dell’aria rumorosa e il desiderio, che in sé ha del divino, di dividersi per includere: Giovanni Perri, nella sua massima espressione poetica. 





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