Di rime e di prosa
Pablo Picasso, Portrait de june fille, Juillet 1914. Foto di Elio Scarciglia

Di rime e di prosa

diCarol Guarascio

“Il tempo è fermo / è l’idea che invecchia”

“Di rima e di prosa” di Renzo Giannoccolo (Edizioni KappaVu, è uscito nel 2023. Questo di Giannoccolo, precedente alla raccolta illustrata “Pezzi Mancanti” già recensito su Menabò on line, è un libro che non nasce in un tempo piccolo, ma si stratifica lungo il corso di un’intera esistenza. Di rima e di prosa, è l'autobiografia poetica di Renzo Giannoccolo: la storia di un libro scritto “da sempre”, in un tempo fermo. Nella fase più matura della sua vita, l’autore ha selezionato le opere più significative, con dedizione e cura, organizzandole in sezioni con titoli molto limpidi ed espliciti.

Scopriamo in rete che Giannoccolo, che vive a Correggio, è in realtà originario del Salento e che suo padre era un partigiano di Martano arruolato nella Resistenza, Giovanni Giannoccolo. Da qui si comprende la grande sensibilità civile dell’autore, che lo porta a lavorare nelle istituzioni a difesa dei lavoratori e della democrazia. 

C’è stata però anche un’esperienza tragica che ha segnato la sua vita e che sicuramente ha contribuito a sviluppare un lato fortemente introspettivo della sua personalità: appena adolescente, un suo coetaneo morì per una malattia fulminante. La poesia allora diventò immediatamente veicolo per elaborare lo stupore della morte, per curare la ferita, traducendo la rabbia in parole taglienti.

Le sezioni del volume come si diceva sono sette: Amici miei, Il mio amico, Cattivi pensieri, Frammenti, Lor signore, I tre moschettieri e la CGIL. Alternando appunto poesia e prosa, l'autore si muove tra la sfera privata degli affetti e l'impegno sociale collettivo, mantenendo sempre un tono disincantato ma profondo. La sezione Cattivi pensieri raccoglie riflessioni filosofiche sulla precarietà dell’esistenza e sull'effimera felicità. Il tono è ironico e a tratti sarcastico, ma sempre leggero nel taglio concettuale.

«I sogni e le utopie / mi evitano le offese / sempre più graffianti / che il tempo scolpisce. / Quando penso vedo te / non sento i solchi / sempre più profondi che il corpo non nasconde. / Lasciarsi andare ora / per non pensare / agli anni senza confine / che passano come ferite. / E ribellarsi sempre / all'indifferenza / cieca e soffocante / che non ti lascia alibi»./  

La prefazione molto lucida è di Alessandra Kersevan, che è saggista specializzata in storia e cultura del Friuli Venezia Giulia e del confine orientale, ha costituito a Udine un gruppo di lavoro chiamato "Resistenza storica" facente riferimento a Kappa Vu, casa editrice di sua proprietà.

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