Pezzi mancanti di Renzo Giannoccolo
Il filo continuo dell'esistenza
Talvolta, anche se può apparire invisibile, possiamo riconoscere una linea sottile che unisce le esperienze umane e che trasforma frammenti sparsi in una storia compiuta. In Pezzi Mancanti, opera pubblicata nel 2024 da Omnia Editore nella collana "Zoas", questa linea smette di essere una metafora e diventa inchiostro, segno grafico, traccia tangibile. Il volume nasce dal rinnovato sodalizio tra l’autore Renzo Giannoccolo e l’illustratore Emanuele Pantaleoni (in arte "Agu"), una collaborazione già avviata nel 2023 con il precedente "Di rima e di prosa".
L’anima profonda di Pezzi mancanti è rappresentata proprio dalla componente visiva. Analizzando le tavole, emerge con forza la cifra stilistica di Pantaleoni: la tecnica del one-line art, ovvero il tratto unico che non si interrompe quasi mai e unisce le varie figure. È un filo ininterrotto che scorre fluido, definendo i volumi senza chiuderli. Si tratta di una scelta artistica non solo estetica, ma profondamente narrativa. Le figure non hanno tratti somatici definiti ma sono ovali bianchi, puri. L'essenzialità del tratto dialoga perfettamente con il vissuto dell'artista. Pantaleoni, che ha ritrovato la vita e l'arte dopo un coma a sedici anni, sembra usare la linea continua come un tentativo di "ricucire" la realtà, di non spezzare mai il contatto con il foglio e, quindi, con l'esistenza stessa.
Queste immagini fanno da contrappunto ideale alla concretezza della parola di Renzo Giannoccolo. Nato a Lecce nel 1958 e residente a Correggio, Giannoccolo porta in dote una scrittura rocciosa, radicata nella realtà. La sua biografia contamina i testi di una sostanza storica e civile. Quando descrive le pedalate nelle campagne friulane, ad esempio, evocando «Carnia Pasolini e grifoni / sindacato ribolla e bandiere», la sua penna incide la pagina con la forza del ricordo vissuto.
L'incontro tra i due autori porta in sé un equilibrio raro. Da un lato, la parola definisce, nomina e ricorda; dall'altra il tratto artistico universalizza, astrae e sublima. Come nota Emanuela Rizzo nella prefazione, il libro raccoglie «cocci di esistenza» tenuti insieme dall'Infinito dei legami autentici.
I temi spaziano dalla memoria storica e civile — come nei versi dedicati alle "verdi campagne friulane" e a Pasolini — a momenti di estrema delicatezza lirica: "Fatti accarezzare il cuore / lasciami sfiorare la luna". È una scrittura "educativa", capace di trattare il dolore con un'ironia singolare, rendendo i testi fruibili sia da un pubblico giovane che adulto.
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