Il sermone interrotto di Francesco Lioce
Dal cielo dell’amore scendono coriandoli monocolori su chi si appresta a sapere cos’è ciò che il sermone dice. Completo è il dire di Francesco Lioce, che spezzetta il tempo dell’innamoramento in tante immagini poetiche, anche se realistiche di concretezza, colorate dalla realtà: «al vertice di quel tutto c’eri tu, / bellissima nei fianchi e nei baci che mi davi, / con l’infradito e il prendisole, / nell’arredo e nella luce, a casa tua quasi perfetta» (Due nel deserto). Descrizioni di cose fatte, di pensieri sperati. Approfondimenti in superficie che possono essere tracciati dal filo di ferro delle opere di Monica Giovinazzi che illustrano sapientemente l’animo del poeta occupato a scandagliare quello che il suo fondo marino conserva: «Oggi più di ieri, / domani più del giorno prima, / se ogni volta, per amarci, / ci vediamo nella luce a casa tua» (Un cuore in due). Nel futuro così bruscamente iniziato e descritto c’è il poi dell’umanità: «Ho lasciato i capelli di Sonia / sul parquet di casa mia per qualche giorno / in quelle prime settimane / in cui sembrò trattarsi soltanto di uno svago, / ma in quei mesi di magica gioia / sul suo letto mi amò all’infinito e perfino di più» (Day hospital con vista). Con Il sermone interrotto Francesco Lioce ha saputo trasformare in poesia l’universalità dei più semplici momenti d’amore.
Con dodici opere di Monica Giovinazzi




Terra d'ulivi edizioni, 2025
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