Paolo Gera

Paolo Gera

Nasce a Novi Ligure il 4 gennaio del 1959. Frequenta il liceo Andrea Doria in questa cittadina e poi si iscrive a Lettere Moderne a Genova. Qui segue i corsi di Edoardo Sanguineti e si laurea con lui, con una tesi sulla Divina Commedia. Vent'anni verso la fine degli anni Settanta: è l'età della creatività e della partecipazione. Fa parte del collettivo culturale Cinecrack che organizza cineforum ed eventi culturali, tra cui una manifestazione a Rimini, dal titolo "Tra bombe, babà e bon bon", citato ironicamente da Pier Vittorio Tondelli in "Un weekend postmoderno". Dopo l'università si sottopone a venti mesi di servizio civile all'Istituto Ferrero di Alba, dove condivide le sue giornate di assistenza e rabbia con l'amico artista Giancarlo Norese. Cura un laboratorio ortopedagogico in cui svolge per tutto il periodo una sola lezione: gli alunni, afflitti da crisi epilettiche gravi, dimenticano tutto quello che hanno appreso il giorno prima.

Finito il periodo, si trasferisce a Modena, perché riceve l'incarico di insegnante di Lettere nell'Ipsia G. Vallauri di Carpi. A Modena entra a far parte come dramaturg del gruppo di ricerca teatrale Koinè e gira un po' con loro l'Italia, partecipando anche al Festival di Santarcangelo. Finita l'esperienza, fa teatro per conto suo e realizza nel 1991 lo spettacolo "Il verso degli orsi", storia del rapimento di Aldo Moro e sua risoluzione paradossale, presso il centro San Geminiano di Modena, istituzionalmente detto ERT. Il teatro lo fa anche con Alessandra Gasparini, presso il Comunale di Carpi, rivolto a giovani che vogliano cimentarsi nell'impresa di diventare attori di testi classici rappresentati in modo anticlassico. Sempre con Alessandra fonda il Teatro della Pozzanghera e qui i classici non classici sono messi in scena da bambini e poi la compagnia si apre all'esperienza di unire attori adolescenti e non vedenti. Partecipa al Festival Filosofia con "La scuola delle nuvole", tratto da Aristofane e uno spettacolo del Teatro della Pozzanghera, rappresentato al carcere di Sant'Anna di Modena, "Don Giovanni" di Molière ottiene nel 2017 il Premio europeo Tragos.

Nel 2002 pubblica il romanzo "Zaum' “(edizioni clandestine), ispirato alle idee visionarie di Kazimir Malevič e Philip K. Dick. A scuola inizia un'attività di Intercultura, rivolta all'integrazione fra alunni italiani e di origine straniera. Le attività laboratoriali culminano con l'organizzazione per quattro anni delle cosiddette Olimpiadi dell'Intercultura. Nel 2011 pubblica on line su copylefteratura il romanzo "Il calore sbagliato". Per quanto riguarda la poesia, pubblica nel 2016 "L'ora prima" ( Rossopietra, Modena), nel 2018 "Poesie per Recaptcha" (oèdipus, Salerno), nel 2019 "In luogo pubblico" (puntoacapo, Pasturana) e nel 2021 “Ricerche poetiche” (puntoacapo, Pasturana). Nel 2020 pubblica "Nec plus ultra, breve guida agli ultimi movimenti artistici, 2033-..." (la centrale, Europa), con i disegni di Stefano Orsi. Ha scritto, fra gli altri, per i blog “Versante Ripido”, “Cartesensibili”, “Laboratori Poesia”, “Di sesta e settima grandezza” e per le riviste on line “Panunzio news” e “Civico20news” ed è collaboratore saltuario de "L'Indice dei libri del mese". Ha fondato nel 2021 il blog casamatta e il gruppo “Fissando in volto il gelo-poeti contro il greenpass”. Dal 2022 è redattore della rivista “Menabò”.

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