Poetryslam e la generazione del terzo millennio
Elio Scarciglia - I volti di Roma - Museo Capitolino

Poetryslam e la generazione del terzo millennio

diFloriana Coppola

Prima della pandemia covid 19, ho iniziato ad ascoltare dal vivo le gare di poetryslam in Campania. All’Ex Asilo Filangieri, nei centri sociali di Napoli e di Benevento, in alcuni caffè lettarari “alternativi” i ragazzi e le ragazze si riunivano per queste gare di poesia, che coinvolgono il pubblico con votazioni estemporanee. Su youtube basta cliccare per poter assistere alle registrazioni live di questo nuovo modo di fare poesia. Nella sperimentazione del poetryslam, c’è tanto delle avanguardie artistiche del novecento,  l’esperienza scintillante ed esplosiva del dadaismo, gli esiti formali e provocatori del futurismo italiano, il laboratorio in progress della Beat Generation, il teatro performativo degli anni sessanta.  Per le gare di slam non si scelgono i salotti borghesi, ma i cosiddetti non luoghi:  centri sociali,  baretti di strada,  supermarket,  piazze di periferia e altro. Prevale la volontà di dissacrare ogni autore da ogni superiorità elitaria. I gruppi informali  si riuniscono in un mescolamento geografico che contamina l’italiano con le forme dialettali e straniere. Il poeta slammer riempie di parole una sequenza ritmica ben precisa. Lo slam è un genere che si avvicina alla poesia sonora on the road, forma sperimentata dalle avanguardie artistiche del Novecento. Diventa espressione policodica, dove vocalità, scrittura e ritmo si intrecciano in una struttura unica e inscindibile. Un progetto performativo di grande impatto attoriale ha nella contaminazione il suo aspetto fondativo.  Ritmo, provocazione, sarcasmo, plurilinguismo e autobiografia,  creano una miscela incandescente. Il poetryslam è una competizione vera e propria, i poeti recitano i loro testi in una gara e vengono valutati da una giuria composta da cinque elementi estratti a sorte tra il pubblico. La competizione è diretta dall’Emcee (Master of Cerimony). La gara viene realizzata con una certa economia di mezzi. L’iscrizione è aperta a tutti, senza selezione. Massima libertà di espressione e attenzione ai tempi di esibizione, abbastanza ristretti. Variano dai tre ai cinque minuti. Possiamo ricordare in questa competizione estemporanea e provocatoria, la declamazione dinamica dei futuristi, oppure la sperimentazione scintillante e incandescente dei dadaisti, capaci di ironizzare su ogni atteggiamento autocelebrativo del poeta classico, mettendo in ridicolo la poesia borghese accademica e autoreferenziale. L’intenzione dichiarata anche per le gare di poetryslam è il rifiuto della logica di mercato e l’autonomia dell’espressione artistica. La poesia così non entra a far parte del circuito produttivo, non cerca la pubblicazione, non ha prezzo.  E’ negazione condivisa di ogni scelta commerciale, il testo poetico viene prodotto e consumato nel momento stesso che viene letto e declamato. I temi spesso sono legati al “nonsense” oppure al disagio esistenziale metropolitano, alla crisi della comunicazione relazionale, allo sfruttamento salariale.  Nel 1990 fu organizzata la prima National Poetry Slam, la principale competizione di slam poetry che si tiene ogni anno negli Stati Uniti. In Italia, il primo poetry slam si tenne nel 2002, e fu organizzato da Lello Voce, poeta e perfomer, in occasione del festival Romapoesia. 

Scrive Lello Voce “La poesia è un bene necessario e un bene comune. La poesia è necessaria a questo mondo, ma non perché possa fare da sé la rivoluzione o suonare il piffero per la rivoluzione, ma perché, in qualche misura, ci dà le parole per poter immaginare questo cambiamento, per poter sognare sogni nuovi, per vedere aspetti del mondo che non potremmo vedere”.

AncheNanni Balestrini, nei suoi testi usa quegli accorgimenti retorici delle sperimentazioni slam: le allitterazioni e l’elencazione, la ripetizione parossistica  lessicale, l’uso ossessivo compulsivo della rima baciata, bruciando ogni retorica ideologia.   Da questa paternità storica e culturale nasce Il Collettivo “CASPAR - Campania Slam Poetry” nell’autunno 2017, dall’unione spontanea  di artisti e performer  presenti. Il gruppo esprime l’esigenza di trovare ed offrire nuovi mezzi e spazi artistici e culturali, Sui social si possono ascoltare le gare di poetryslam che avvengono in tutte le regioni italiane. Un circuito vivace e in continua trasformazione. Questo genere si sta affermando dal basso. Altra informazione è la sua natura intergenerazionale e assolutamente aperta a tutti. Uomini e donne, giovani e meno giovani, autori noti e meno noti, tutti possono gareggiare. Questo fenomeno è sicuramente in via di espansione e lo studio delle sue forme non è di facile soluzione, essendo i testi esclusivamente registrati on line e non presenti in modalità cartacea. Credo sia necessario che ogni operatorie culturale si confronti in modo autentico e aperto con le forme espressive che le nuove generazioni sperimentano e sappiamo come spesso succede anche per i generi musicali che la strada, proprio la strada registra ogni reale cambiamento di canone. Bisogna avere il coraggio di guardare oltre i canoni tradizionali e scorgere il nuovo che parla del futuro che appartiene a tutti.    


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